Adulti e vaccinati

da Il Giornale della Logistica 

Ce lo siamo ripetuti spesso, ma forse la consapevolezza deve maturare col tempo: nulla sarà più come prima. Anche il linguaggio si modifica e cambia il significato delle parole e dei modi di dire.

Tra le frasi e le espressioni ve ne è una che non si sente più ripetere da tempo: “siamo adulti e vaccinati… Lo si diceva per esprimere un grado di maturità raggiunto, un allontanamento dall’età infantile, l’appartenenza ad un gruppo maturo: “qui siamo tutti adulti e vaccinati” e non c’era bisogno di aggiungere altro. Ci si capiva.

Oggi di vaccini si parla in termini di percentuali o di scontro quasi ideologico con alcuni gruppi – minoritari, questo va detto – che hanno trasformato la vaccinazione in un baluardo della libertà personale. Resta comunque l’evidenza: senza vaccini saremo con le fabbriche chiuse e ancora tutti in casa a parlarci dai balconi. A noi piace pensarla all’antica, anche quando parliamo di logistica: “adulti e vaccinati” è di certo una frase datata ma ha dentro il senso della responsabilità. Che sempre va a braccetto con quello della maturità. Non è un tema di questi tempi tumultuosi e preoccupati:

Albert Einstein diceva che 

“la maturità inizia a manifestarsi quando sentiamo che è più grande la nostra preoccupazione per gli altri che non per noi stessi.”

Già: la preoccupazione. Di cosa noi logistici dobbiamo essere preoccupati? Di tante cose senza dubbio, e molte di queste le affrontiamo ogni giorno: le filiere lunghe o corte, i prezzi delle materie prime e dei carburanti, la capacità di rispondere alle sfide della omnicanalità, la digitalizzazione, la pianificazione dei trasporti, la riconversione ecologica….. Ma forse vi è una sfida culturale più grande che le raccoglie tutte: la maturità di una classe dirigente logistica che deve affrontare sfide nuove ed impreviste; che richiedono nuove competenze e nuove maturità professionali.

È come se ci trovassimo in uno scenario nuovo, al centro di una piazza dove ciò che conta non sono le cose che conoscevamo ma quelle che riusciamo ad intravedere nel futuro. In un luogo in cui conta non quello che indossiamo ma quello che siamo veramente: età ed esperienza vengono dopo la capacità di reazione e di adattamento. Su questo gli artisti possono venirci in soccorso, perché sono abituati alla dinamicità degli eventi.

“La maturità di una persona non si misura con l’età, ma dal modo con cui reagisce svegliandosi in pieno centro in mutande”:

sono parole di Woody Allen che aiutano a valutare la nostra maturità e capacità di reazione di fronte ad eventi che sempre più spesso – anche in logistica – ci interrogano sulla nostra maturità umana e professionale.

La nostra economia, e la logistica che ne è parte determinante, hanno di fronte una sfida epocale di cui le future generazioni ci chiederanno conto.

Dipenderà da noi se il futuro sarà di crescita o di lento declino. Anche in logistica serve maturità, metodo e costanza: “mi costruirò buone abitudini e diventerò loro schiavo” ha scritto di recente Matthew McConaughey. Darci delle regole, rispettarle, sapere leggere i segni dei tempi, prevedere le sfide logistiche e attrezzarsi per affrontarle, essere consapevoli che dobbiamo comportarci da “adulti e vaccinati”.

Diceva Giovanni Falcone:

“perché una società vada bene basta che ognuno faccia il suo dovere”

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